Belvedere


Masseria fortilicata, la cui fondazione si può far risalire al sec. XV, dà al presente il nome ad una piccola frazione di S. Filippo. Costruita su di un pianoro, sovrastava l’argine del Mela, quanto bastava per essere risparmiata dalle numerose piene dcl fiume, che oggi scorre a distanza per le modificazioni apportate al suo corso.

Nell’impianto della masseria di Belvedere ritroviamo gli stessi elementi che caratterizzano i piccoli insediamenti fortificati dei feudi di pianura: la cinta muraria che traccia il confine dell’agglomerato e la sua linea di difesa; il baglio, ovvero il cortile, per lo svolgimento della vita comunitaria; la torre di guardia che sovrasta gli altri corpi edilizi; la casa grande del signore del feudo; gli alloggiamenti dei coloni e degli addetti alla conduzione del fondo; la piccola chiesa, il pozzo.

La chiesa, intitolata alla SS. Trinità, era un tempo sotto la giurisdizione del prelato di S. Lucia, come ricorda Francesco Perdichizzi in "Melazzo sacro". Nello scritto del cappuccino milazzese si legge anche: il "feudo e villaggio detto prima Cirella, oggi [nel 1698, anno in cui scrive] Belvedere, prima della famiglia nobile Galluppi dei marchesi un tempo di Cirella in Calabria, al presente della famiglia D’Amico".

I beni passano successivamente in proprietà della famiglia Ardoino e, da ultimo, per donazione, ad una Opera Pia di Messina. Le Strutture murarie degli edifici e del recinto che li racchiude, conservano gran parte dell’originario assetto, malgrado le trasformazioni realizzate nel tempo per le necessità dell’uso, che, seppure in tono dimesso, continua a tenere la masseria nel suo naturale e vitale rapporto con la campagna circostante.

Altri insediamenti rurali fortificati, che presentano analogie per l’organizzazione e la forma dell’impianto, si trovano a poca distanza da Belvedere e sono: la masseria Lucifero o Faraone nei pressi di Olivarella, la masseria Pancaldo o San Giovanni sulla riva del Floripotema in territorio di S. Lucia.

 Belvedere immagini
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