Castroreale


Un’antica tradizione vuole che il castello di Castroreale sia sorto sulle rovine dell’Artemisio, di cui parlano le fonti classiche. In mancanza, però, di precise indicazioni documentarie o archeologiche, che diano fondamento alla tradizione o che, in ogni caso, consentano di individuare l’esatta ubicazione del centro religioso collegato al culto di Diana Facellina, si può con sicurezza affermare l’esistenza di un fortilizio sulla collina su cui sorge oggi Castroreale, almeno all’inizio dell’età normanna.

L’ipotesi trova conferma nel più antico documento riguardante il castello, costituito da un diploma del 1324 col quale Federico II d’Aragona dispone la costruzione "de novo" dì un "castrum seu fortilicium" per la difesa della terra di Cristina, dimostratasi fedele al sovrano nella lunga guerra fino ad allora sostenuta contro gli Angioini. Nelle intenzioni di re Federico la costruzione del castello ebbe finalità anche più importanti, facendo esso parte di un sistema fortificatorio arretrato destinato ad assicurare il controllo di tutta la fertile piana di Milazzo e delle vie che, attraverso le vallate fluviali, nel caso specifico del Longano e del Patri, consentivano le comunicazioni fra questa parte del litorale tirrenico e la costa ionica.

Il castello di Castroreale divenne pertanto centro di operazioni militari non solo durante le vicende seguite alla rivolta del Vespro Siciliano, ma anche nel periodo dell’anarchia feudale culminata nella lotta fra le fazioni latina e catalana e, più tardi, nei secoli XVI e XVII, nella difesa del territorio dalle incursioni dei pirati barbareschi.

Nel 1538 inoltre il castello resistette all’assalto delle truppe ammutinate spagnole lasciate da Carlo V a presidio della Goletta, agevolando al viceré del tempo il compito di ridurre i ribelli all’obbedienza. Il castello rivelò ancora la sua importanza strategica durante la rivolta antispagnola di Messina negli anni 1674-78, durante le vicende della guerra tra le armate spagnola e austriaca nel ‘700 e infine durante l’epopea garibaldina.

Del castello rimane oggi soltanto una torre cilindrica, che si erge sul punto più alto della collina e che, accanto agli elementi architettonici attestanti la sua origine aragonese, quali il portalino archiacuto e la volta a costoloni, porta i segni dell’uso improprio che se ne fece fino agli inizi del ‘900, essendo stato trasformato in carcere mandamentale tutto ciò che rimaneva del fortilizio. L’edificio, sorto accanto alla torre nei primi decenni del secolo, ospita in atto un ostello per la gioventù, frequentato, specialmente nei mesi estivi, da numerosi turisti stranieri.

 Castroreale immagini
I Castelli Peloritani - [indietro]