Monforte San Giorgio


Ubicato sulla urna del colle Immacolata (m. 377), del Castello di Monforte restano ormai pochi ruderi che non permettono una lettura omogenea delle sue Strutture architettoniche, rendendo, quindi, difficile una ricostruzione iconografica della fortezza. Il colle, su cui sorgeva il Castello, si presenta come una baluardo naturale di prim’ordine isolato con le pareti a picco dal lato sud-est. Dal colle si domina un vasto territorio che va dalla catena dei Peloritani fino al Mar Tirreno e al golfo di Tindari.

Una posizione strategica che non deve essere sfuggita agli architetti militari del periodo medievale, i quali, ponendosi il problema di costruire una serie di fortificazioni a guardia difensiva della città di Messina, non si lasciarono sfuggire l’occasione di costruire in cima al colle un Castello-fortezza, che, per le sue caratteristiche, divenne, come vedremo, importante nel sistema difensivo dei Peloritani tirrenici. Della Struttura originaria, oggi, rimane la porta di ingresso ad arco a sesto acuto del XIII secolo di via Portaterra, una base angolare in conci di pietra lavica ubicata quasi in cima al colle, resti di un torrione, e tracce di mura lungo il lato sud-est.

L’esistenza del Castello è ampiamente documentata fin dal 1145, anche se esistono clementi che possono far datare la presenza di una fortezza in periodo pre-normanno. In quell’anno il Castello veniva menzionato in un documento che stabiliva i confini delle terre appartenenti al monastero basiliano di Sant’Anna. Nel 1154 il geografo arabo Edrisi riferiva che la fortezza di "Munt Dafurt" distava 4 miglia da Rometta, 15 da Milazzo e 15 da Miquus, elementi che consentono di localizzare in maniera incontrovertibile il Castello di Monforte.

Nel 1230 il Castello era custodito dal castellano Pietro d’infermo. Nel 1240 veniva citato fra i castelli "exempta" con il castellano alle dirette dipendenze dell’Imperatore. NeI 1272 venivano eseguite alcune riparazioni mentre era documentata la presenza di un castellano con 12 inservienti. Successivamente, nel 1277, veniva rifornito con 36 salme di frumento e 26 di miglio. Nel 1278 veniva incrementato il numero dei fanti e l’approvvigionamento di miglio venne elevato a 104 salme. Nel 1296 Re Federico d’Aragona ordinava numerosi lavori di ristrutturazione ed ampliamenti, che vennero ultimati nei 1336.

Successivamente il Castello, conquistato, nel 1366 da Artale Alagona, veniva affidato al Nobile Rodorico de Alagona. Negli anni che seguirono venne assegnato (1395) al regio demanio, al nobile Giovanni Cruillas (1398) ed infine, nel 1405 divenne proprietà di Cola Castagna. Non si hanno, successivamente a tale periodo, ulteriori notizie del Castello di Monforte il quale, avendo perduto le caratteristiche militari per le quali era stato costruito, subì un lento ed inesorabile declino.

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