Rometta
Il nome di Rometta (Ramecta fino a metà ‘500) si lega, nella storia medioevale della Sicilia, soprattutto alla lunga resistenza opposta dalla Città all’avanzata musulmana: la rocca fortificata dai bizantini fu l’ultimo baluardo cristiano ad essere piegato dagli Arabi nell’anno 965.
Per il periodo di permanenza sotto gli Arabi si hanno scarse notizie: la fortezza sarebbe stata distrutta dopo la conquista per essere ricostruita da lì a dieci anni, nel 977, ed un’amministrazione tollerante verso la popolazione cristiana avrebbe consentito una rapida ripresa, li passaggio ai Normanni avviene per via diplomatica, senza l’uso della forza. Nelle cronache del XII sec, quella rocca viene indicata ancora come validamente fortificata.
Un ruolo primario sarà assegnato al castello da Federico lI di Svevia, nei cui piani difensivi per il territorio peloritano Ramecta, con Milazzo e Monforte, è classificato tra i castelli direttamente dipendenti dalla Corona (castra exempta).
Per questa fase si può ipotizzare che la fortezza sulla rocca consistesse, semplificando, in un grande impianto a recinto con piazza d’armi molto allungata sul pianoro e con due o più torri di guardia alle due stremità di N-O e S-E. Allo stato attuale, con i resti frantumati e assai dispersi, è difficile individuare con certezza i segni degli impianti più antichi; per di più un grave colpo all’indagine archeologica è stato inferto in tempi non lontani con la costruzione del serbatoio per l’acquedotto comunale,
I più cospicui resti visibili, indicati tradizionalmente come "Palatium", forse da una descrizione che ne fece Vito Amico a metà ‘700, sono da attribuire a mio avviso alla prima età di Federico d’Aragona per le molte affinità, costruttive e figurative, con contemporanei edifici trecenteschi (fasi aragonesi del castello di Montalbano, di S. Maria della Valle e, seppure con uno scarto di una trentina d’anni, del convento di S. Francesco a Paternò).
D’altra parte, una datazione alla fine del ‘200 o ai primi anni del secolo successivo per il cosiddetto "Palatium" viene suggerita dall’importante assegnazione della castellania di Rometta a Berardo Ferro, fatta da Giacomo II l’anno 1294 e accompagnata da una inconsueta concessione a vita per meriti verso la Corona, Ricordo che al Ferro era stato già concesso il Palazzo Reale di Palermo, con facoltà di migliorarne le condizioni d’uso!
Tale forma di castellania del tutto speciale potrebbe essere durata fino al 1323, anno in cui Federico restituisce Rometta ai Cittadini.
Varrebbe la pena di condurre uno studio accurato dei resti murari per capirne le connessioni e per decifrare il disegno complessivo delle fortificazioni e la natura del "Palatium" aragonese. Nel disegno settecentesco dell’archivio Montemar di Napoli, allegato alla scheda, si ricava qualche informazione aggiuntiva rispetto a quelle finora conosciute.
Le possibilità residenziali della fortezza vengono confermate nei Capitoli di Martino del 1398, nei quali si stabilisce che il castello serva per "palazzo e alloggio del capitano della terra". L’anno successivo, lo stesso re richiamerà la città, con Milazzo, S. Lucia e Castroreale sotto la giurisdizione dello strategoto di Messina, confermando l’importanza del sistema difensivo della Piana a protezione della città dello Stretto.
L’interesse a tenere ben fortificata Rometta viene confermato dall’incarico di aggiornare le vecchie bastionature al bergamasco Antonio Ferramolino, il più accreditato degli ingegneri militari operanti in Sicilia nella prima metà del ‘500. E Ferramolino relazionerà in data 23 settembre 1543 (trascr. Ardizzone) proponendo di rafforzare la rocca dalla parte della Badia Vecchia, presso la porta di Terra, e lungo alcuni tratti della cinta urbana, sulla quale raccomanda di fare le grosse merlature (mergoloni) per le nuove armi da fuoco; il Ferramolino chiede anche, e con particolare vigore, che i giurati facciano demolire le case addossate alle mura della città per lasciare libera una corsia di servizio di quaranta palmi lungo il toro perimetro.
Non conosciamo l’esito di queste proposte. Sappiamo invece che nel 1674 Rometta, luogo forte e strategico, è ancora interessata alle operazioni militari collegate alla rivolta antispagnola di Messina e che nel 1718-19 è prescelta come punto nevralgico degli apprestamenti offensivi spagnoli nella campagna di riconquista dell’isola.