Saponara
I ruderi di un fortilizio di notevole mole sono sparsi sulla cima del colle che sovrasta l’abitato di Saponara. La morfologia del territorio è fortemente caratterizzata dalla preminenza della rocca munita e dal solco profondo della fiumara del Cardà che l’affianca.
Il castello, isolato e distante, non ha un rapporto funzionalmente diretto alla difesa dell’abitato sottostante, e, come a Monforte, Tripi e S. Lucia, sembra piuttosto porsi a guardia di un territorio più vasto, a presidiare vie di transito, a controllare, e quasi ad intimorire, terre e casali sparsi. Lo spessore e la con formazione delle murature, la dislocazione delle parti ancora nel sito originario, fanno supporre l’esistenza di una torre maggiore congiunta con fabbricati minori all’interno di un robusto recinto di protezione; a poca distanza, ma isolati, vi sono i resti di una piccola chiesa.
La presenza, nel paese sottostante la rocca, di un palazzo baronale, definito a metà ‘700 "elegante e magnifico" (Vito Amico), conferma la facile supposizione che il fortilizio non venisse utilizzato come residenza dei locali baroni, quanto meno dalla fine del sec. XVI. Le notizie sulle infeudazioni di Saponara non vanno al di là dell’età di Federico d’Aragona e segnalano Matteo Palizzi come primo possessore, nella prima metà del sec. XVI.
Ai Palizzi succedono i Russo di Messina, quindi i Marino della stessa città. Il re Martino confiscò i beni a Guglielmo Raimondo Moncada cui intanto erano pervenuti, per assegnarli nel 1397 a Nicolò Castagna. Questi, per le cariche che andava accumulando col favore della Corona e per l’estensione dei feudi acquisiti, mise Insieme un vero e proprio regno: possedeva casali, terre e castelli in un territorio che andava da Santo Pietro di Milazzo fino a Villafranca e Saponara, includendo Valdina, Rocca e Monforte. Il dominio personale del Castagna, che fu anche Viceré nel 1421, si trasmise integro per successioni femminili fino alla fine del secolo XV, quando pervenne a Gaspare Pollicino.
Tra le famiglie che si avvicendarono nel feudo di Saponara nel sec. XVII troviamo i Di Giovanni e, per passaggi interfamiliari, gli Alliata di Villafranca.
Il castello, che aveva ricevuto qualche passeggera attenzione nel corso dei moti antispagnoli del 1674, era stato visto in rovina a metà ‘700 (Vito Amico), ma aveva perso il suo originario ruolo di forte presidio nel territorio peloritano già con il declinare del sec. XV.