Gualtieri Sicaminò


I Casali e feudi di Sicamino e Gualtieri hanno storie distinte e autonome fino all’anno 1800: due importanti documenti medioevali registrano la loro esistenza a partire dal XII e XIII sec., rispettivamen te.

Nel diploma più antico il conte Ruggero assegna al milite Gualtieri de Gavarretta la proprietà del casale e feudo di Sicaminò, per particolari servizi resi alla Corona. La concessione è particolarmente significativa per la storia locale per le numerose indicazioni toponomastiche riportate.

Altre notizie sull’esistenza del casale e, indirettamente, sulla popolazione in essa insediata, provengono dagli Archivi Vaticani che registrano a Sicaminò una chiesa di S. Nicola negli anni 1308/1310. Il secondo diploma è di Federico II di Svevia e riguarda Gualtieri. Con l’atto, registrato alla Cancelleria imperiale nell’anno 1212, si concede il feudo a Guglielmo de Marino per le valorose prestazioni militari rese in Germania. Dalla documentazione citata non si ricavano però notizie su centri fortificati, né su castelli o fabbricati comunque muniti.

L’edificio di Sicaminò, che al presente viene indicato come castello di Gualtieri, si lega verosimilmente alla Storia feudale cinquecentesca di quella baronia e riferimenti precisi potranno essere acquisiti dalla consultazione degli archivi familiari e dai fondi notarili, relativi alle famiglie succedutesi nel titolo. Noi registriamo, per parte nostra, l’impulso particolarmente vivace dato ai due feudi da Bartolomeo Avarna. Egli, investito di Sicaminò nel 1783, otteneva la "licenza a popolare" quel casale nel 1793; successivamente ottenuta l’investitura sul ducato di Gualtieri e sull’omonimo casale, il 16 dicembre 1800, univa per la prima volta e definitivamente Sicaminò e Gualtieri, mettendo insieme i due territori, le due popolazioni e le risorse relative.

All’amministrazione di Bartolomeo Avarna, che fu anche senatore a Palermo, si possono datare le prime trasformazioni ottocentesche del palazzocastello di Sicaminò. Ai successivi adeguamenti della fine del secolo e dei primi del ‘900 si deve la trionfante veste neogotica, non priva di raffinati dettagli, con cui l’immagine esterna è stata poi completamente rimodellata.

 Gualtieri Sicaminò immagini
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