Spadafora
È una costruzione della fine del ‘500 dei primi anni del secolo successivo. In posizione avanzata verso la marina, il castello di Spadafora (o Spatafora secondo l’antica dizione), aveva in origine lineamenti più compatti e una struttura meno complessa di quella attuale. Esso, tuttavia, non va confuso con la torre aggregata al fondaco, di cui scrive Camillo Camiliani alla fine del ‘500, della quale l’ingegnere toscano allega una inequivocabile rappresentazione grafica.
Vanno segnalati due indizi significativi per supporre una diversa conformazione del nostro edificio nella fase iniziale: tracce di due feritoie al piano terra sul fronte rivolto a mare, parzialmente murale, rimandano alla presenza probabile di analoghe feritoie sugli altri fronti, sostituite da successive grandi aperture. Per una valutazione conseguente, anche al I° piano dobbiamo supporre che i prospetti avessero un disegno, nell’insieme, più compatto e meno vulnerabile di quanto oggi offrono.
L’altro indizio importante riguarda la presenza dei bastioni. Nei cantonali, ai quattro vertici dell’edificio, su cui si inseriscono le cuspidi dei bastioni, si rileva la presenza della pietra squadrata ben connessa e a vista; cioè a dire i cantonali sono in pietra lavorata anche nel tratto coperto dai baluardi, Il che porta a concludere che i cunei angolari dovevano essere staccati dalla fabbrica centrale e collocati a breve distanza sul modello di quelli presenti nel castello di Bàuso (v. Villafranca).
Questo schema organizzativo fa meglio comprendere il significato di un rapporto stilato durante i moti antispagnoli del 1674/75 nel quale si prevede l’impiego di 150 soldati per fare rovinare "les quatre coins du fort" in poche ore: i quattro bastioni potevano essere rapidamente demoliti senza compromettere la stabilità dell’edificio solo se staccati da esso. Noi li ritroveremo attaccati "al petit fort" (piccolo forte) in un disegno del 1684, di dieci anni successivo a quelle operazioni.
Dopo gli eventi turbolenti di quella fine del sec. XVII, maturano, a nostro avviso, le condizioni per una trasformazione del castello in senso più decisamente residenziale e i bastioni si inseriscono in un contesto in cui prevalgono più gli elementi simbolici e di rappresentanza, che non quelli pratici e funzionali.
Una buona occasione per una ristrutturazione che rinnovasse l’organizzazione interna e l’immagine esterna del castello-palazzo può essere stata fornita dalla concessione a Guttierez Spatafora Ruffo, in data 12 marzo 1737, di fabbricare e popolare la baronia. Questa licenza segna infatti la data di nascita della (Terra di Spadafora) su un proprio territorio staccato dal marchesato di S. Martino.
Le insegne degli Spatafora, con Branciforte e Moncada, si associano con quelle dei Ruffo e Goto nello stemma nobiliare di Guttierez che sovrasta il portale di ingresso sulla piazza, a suggellare con la memoria delle ascendenze familiari, l’atto fondativo della nuova citta.