Venetico
Quello di Venetico e probabilmente il primo "castelletto" feudale costruito alla "moderna" nel territorio peloritano (v. Roccavaldina). Siamo alla fine del sec. XV o nei primi anni del secolo successivo e da molti decenni non si costruivano nuovi castelli feudali e tanto meno di nuova concezione.
Gli interventi di ingegneria militare più significativamente innovatori sono di iniziativa regia e si realizzano nelle città demaniali. Così a Milazzo, negli ultimi anni del regno di Alfonso il Magnanimo, si costruisce una nuova cinta a bastioni circolari collocata, come antemurale, davanti alla cinta turrita del castello Svevo. Quest’opera innova nella forma e nella sostanza gli antiquati sistemi medioevali della difesa piombante e introduce quelli, da poco sperimentati, della difesa radente con l’impiego delle armi da fuoco.
Gli effetti delle innovazioni introdotte a Milazzo, e, negli stessi anni anche a Messina, si avvertono nei cantieri del territorio che realizzano architetture difensive fino alla fine di quel secolo e nei primi decenni del successivo. Alla lezione quattrocentesca non restano insensibili neppure gli Spatafora, nel cui fetido di Venetico si edificherà un castello per molti versi esemplare.
Non si è ancora potuto accertare l’autore dell’opera, nè l’identità del promotore. L’analisi dei manufatti suggerisce una datazione compresa tra la fine del ‘400 e i primi decenni del ‘500; in questo ambito l’attribuzione si restringe a due soli personaggi della famiglia, entrambi di notevole profilo e longevità: a Federico Spatafora, senatore di Messina, che ha titolo sul feudo dal 1457 al 1509, e al figlio Francesco, nel possesso delle terre di Venetico dal 1509 al 1552.
Il castello degli Spatafora, esposto com’è sul colle in faccia alla pianura sottostante e al mare, è congegnato come un fortilizio di prima linea, il cui effetto di
arroccamento è ancora più accresciuta da un artificio costruttivo: la cinta perimetrale bastionata ha una quota d’imposta notevolmente più bassa rispetto al piano dei fabbricati residenziali e di servizio e i quattro bastioni angolari hanno una scarpatura fortemente accentuata.
Sul fronte sud rivolto verso la montagna, vi è, protetto da bocche di fuoco, l’accesso agli spalti; questi corrono su due lati, ad Ovest e ad Est, essendo gli altri due fronti occupati dal corpo residenziale, al centro del quale si apre una corte con cisterna. Una serie di vani di servizio, parzialmente interrati e a quota più bassa, è posta sul fronte orientale.
A Venetico il rapporto del castello con il sito è ancora quello del castello di guardia, di tradizione medioevale; ma la sua organizzazione è ormai condizionata dalle necessità delle nuove difese: le piazzuole egli spalti di manovra per le artiglierie richiedono, con le polveriere, spazi autonomi e fuori dalle interferenze delle aree private. Questo comporta una diversa concezione dell’uso del castello rispetto agli schemi medioevali.
Di più, la parte residenziale non è secondaria e non è soccombente. Il "castelletto moderno", posto al centro del feudo, è ora anche palazzo del barone e sede fisica del suo dominio. Le ampie finestre dei saloni si aprono al di sopra della cortina bastionata, per mostrare anche i segni del potere economico e politico insieme con quelli della forza militare.