ERICE

Situata sulla vetta di un monte a 751 m., di origini antichissime, è fra le città italiane più singolari per le sue strade selciate, i muri in pietra delle case, il suo tipico volto urbanistico.
Tipica strada ericina
Circondata fin dall’antichità da una cinta muraria vi si accedeva attraverso le Porte : di Trapani, del Carmine e di Spada, risalenti al basso medioevo.
Porta Trapani
Porta CarmineTra i monumenti da visitare, baluardo della città fortificata è il Castello, dalla facciata merlata e dalla bifora originaria, che, sorta tra il XII ed il XIII secolo proprio sulle rovine del tempio di Venere Ericina, ha al suo interno i resti dell’antico tempio, un pavimento di età romana e due pozzi, uno dei quali detto di Venere, che potrebbe essere quello antico dedicato alla Dea.
Nel suo giardino, detto "il Balio", restaurato nel 1873, rimangono i resti di tre torri.
Erice possiede una vasta ed interessante serie di chiese in stato di abbandono.
La più antica è quella di San Ippolito, ad una navata , che forse già preesisteva ai tempi dei Normanni.
Le altre sono quelle di San Francesco (1400), S. Giuliano (1700), S.Martino(1700), S. Domenico (1500), S. Pietro (costruita su progetto di G. B. Amico tra il 1740 e il (1745), S. Cataldo (1474) e di S. Giovanni Battista (1200), ricostruita tra il 1430 e il 1436 che possiede varie sculture di età rinascimentale tra le quali quella di S. Giovanni Battista di Antonio Gagini.
Campanile della chiesa di S. Domenico
Chiesa di S. Giovanni e vista sul monte CofanoMa degna di nota infine è la Matrice o Chiesa dell’Assunta ricostruita tra il 1430 e il 1436 che ha sul prospetto delle leggiadre bifore in stile gotico, un protiro aggiunto nel 1421 e un ornato portale con pilastri del 1300, mentre all’interno risente di un rifacimento gotico.
Navate della MatriceParticolare
Altare della Chiesa MatriceFiancata della Chiesa Matrice Da ammirare, tra le varie cappelle, la terza di destra per la bella "Madonna col Bambino" forse dell’artista Domenico Gagini.