Viaggiare in Europa


I cittadini europei possono viaggiare liberamente nei Paesi dell'Unione Europea.
I bagagli non sono più soggetti a controlli alle frontiere. Il passo successivo sarà la totale abolizione dei controlli sulle persone, senza che si venga a verificare una riduzione della sicurezza. La riduzione della sicurezza nel Paese in cui si vive, è uno dei timori più diffusi tra i cittadini europei. I Paesi dell'Unione Europea, prima di abolire definitivamente i controlli sulle persone, intendono affrontare una serie di questioni tuttora irrisolte.
Nel frattempo è stata inserita una serie di rilevanti misure di sicurezza:

  • un sistema comune di controlli alle frontiere esterne;
  • una politica comune in materia di visti e asilo;
  • la cooperazione nella lotta alle droghe;
  • la cooperazione giudiziaria in materia di assistenza legale e estradizione;
  • la cooperazione delle forze di polizia e l’istituzione di Eurogol (Ufficio europeo di Polizia).

Il fulcro di queste misure di sicurezza è un computer che si trova a Strasburgo (Sistema di Shengen), al quale sono direttamente collegati i sistemi d'indagine nazionali. La polizia e i funzionari di confine collegandosi al computer centrale, possono appurare immediatamente, ad esempio, se una determinata automobile risulti ufficialmente rubata.

Fare acquisti in Europa
Le scuole


Fare acquisti in Europa
L’Unione Europea è ormai un mercato unico di oltre 350 milioni di persone in cui è possibile acquistare merci e portarle con sé attraverso le “frontiere” senza alcun problema. Un acquisto effettuato all'estero, è considerato acquisto effettuato nel proprio Paese, a condizione che sia per uso personale.
I beni acquistati per uso personale non sono più assoggettati a imposte o dazi alla “frontiera”. Non sono previsti limiti di valore o di quantità.
Non c'è più nessuna differenza tra l'acquisto di un elettrodomestico a Roma o a Parigi. Le uniche eccezioni sono le automobili nuove, i motocicli e le imbarcazioni. Ad esempio, è possibile acquistare un'automobile in qualsiasi Paese dell’Unione, purché l'IVA venga pagata nel Paese dove avviene l'immatricolazione.
Per gli alcolici e i tabacchi sono stati fissati quantitativi massimi che permettono di distinguere tra acquisto per uso privato e importazione a fini di commercio.
È importante ricordare che per stabilire se si tratta di un'importazione "privata" non si tiene conto solo della quantità di merci acquistate, ma anche delle circostanze generali del caso. Ad esempio, se il proprietario di un bar attraversasse il confine una volta la settimana con 700 sigarette, potrebbe ritrovarsi nei guai anche se in ogni viaggio rientrasse nei limiti consentiti.
Il fatto di poter fare acquisti liberamente all’interno del mercato unico va anche a vantaggio delle persone che si trasferiscono da uno Stato membro ad un altro con i propri beni personali. Poiché l'importazione privata di beni ora è permessa senza ulteriori formalità, in caso di trasloco non è più necessario dichiarare né versare imposte sui propri averi.

Le scuole
Per gli insegnanti che intendono organizzare un viaggio in uno dei Paesi dell'Unione Europea con la propria scolaresca ormai non è più un incubo burocratico. Non è più necessario munirsi di un visto di soggiorno per effettuare una "gita scolastica".
Esiste oggi un modulo standard per tutta l'Unione Europea, grazie al quale gli studenti possono accedere in un altro Paese senza il permesso di soggiorno, purché viaggino con la scuola.
La procedura è semplice. L'insegnante richiede alle competenti autorità estere il modulo per i viaggi scolastici all'interno dei Paesi dell'Unione Europea, nel quale vengono riportati nomi, indirizzi e date di nascita degli studenti, oltre alla destinazione e alla durata del viaggio. Per attraversare la frontiera gli studenti devono solamente esibire un documento di identità. Se per un qualsiasi motivo uno studente ne fosse sprovvisto, il modulo vale come documento sostitutivo alla frontiera. In tal caso, deve essere allegata una fotografia dello studente.