SELINUNTE
Selinunte è il più importante centro archeologico dell’antichità per la grandiosità dei resti.
Fondata da coloni provenienti da Megara Hyblaea intorno al 650 a.C., fu una colonia greca.
Il suo nome deriva dalla pianta del prezzemolo selvatico, detto in greco "Selinon", che si trova spesso riprodotto anche nelle monete antiche della città.
Favorita dalla sua posizione strategica, ebbe notevole sviluppo.
Trovatasi in conflitto con i dominatori della Sicilia occidentale (Elimi e Cartaginesi), fu sconfitta da Segesta, sua secolare rivale.
Successivamente ricostruita nel 407 a.C. dall’esule siracusano Ermocrate , la città subì per opera dei Cartaginesi, il crollo definitivo.
Nel medioevo le sue rovine furono totalmente devastate da un terribile terremoto e la sua riscoperta è dovuta allo storico siciliano Tommaso Fazello nel XVI secolo.
Da allora i suoi resti iniziarono ad entrare nella storia della civiltà umana.
Selinunte, come quasi tutte le città antiche, ha un’Acropoli con i suoi massimi edifici e presenta un tessuto viario con due arterie principali ortogonali tra di loro e di uguale larghezza (9m.) sulle quali si proiettano case di piccole dimensioni .
Tra gli Edifici Sacri e i vari ruderi antichi nel settore sud-orientale si possono notare il Tempio O, eretto tra il 490 e il 480 a.C., di cui rimane soltanto il basamento, il Tempio A, periptero esastilo in stile dorico e il tempio più grande dell ‘Acropoli, il Tempio C, che si ritiene dedicato ad Eracle, eretto nel 570 a.C., anch’esso dorico, esastilo e periptero da cui sono state prelevate le famose Metope , attualmente nel Museo di Palermo.
Dei tre templi posti sulla collina orientale il più a nord è il Tempio G, esastilo dorico, dedicato forse al dio Apollo , uno dei più grandi dell’Antica Grecia, iniziato nel 540 a.C., non è stato mai ultimato, come si deduce dalle colonne non ancora scanalate.
Tempio E o di Hera
Tempio MAd ovest dell’Acropoli troviamo il Santuario della Malophoros, il cui rinvenimento risale al 1874, ma è stato portato alla luce durante gli scavi del 1890 e in special modo durante quelli del 1915-1926.
Era dedicato a Demetra Malophoros, cioè Demetra "Fruttifera".
Al suo interno si svolgevano funzioni sacre, durante i cortei funebri diretti alla Necropoli di Manicalunga.
Numerose lucerne con il monogramma di Costantino, rinvenute in questa zona, testimoniano la presenza di una comunità cristiana qui stabilitasi tra il III° ed il VI° secolo.
L’edificio è senza basamento, senza colonne e chiuso tra muri in conci regolari squadrati.
A nord della città si trovano 3 Necropoli, la più recente è quella di Manicalunga ; le tombe sono generalmente rettangolari e coperte da lastre in tufo calcareo.
Gli arredi funerari sono numerosi e ricchi e comprendono, oltre a molti vasi greci del VI° e V° secolo, numerosissimi oggetti di fattura locale.