
Nota per le sue saline, è situata di fronte all’Arcipelago delle Egadi, Trapani si estende fino ai piedi del monte Erice.
Le salineIl suo nome è da attribuirsi al fiumicello di nome Drapano o Drepano.
Fu centro importante sotto i Cartaginesi e i Romani, ma soprattutto sotto gli Arabi e i Normanni raggiunse la massima prosperità fino al XVI secolo andando poi in declino.
Oggi è una città a carattere marinaro che opera nel settore del tonno e della sua conservazione e nel settore enologico, è centro artistico e punto di smistamento per le Egadi e Pantelleria.
Trapani ha una fisionomia d’impronta antica, medioevale e moderna.
Della città vecchia detta "Casalicchio" da vedere sono i vecchi cortili comuni alle case che vi prospettano, la Chiesa di S. Domenico (XIII secolo) sull’omonima piazza, dalla forma geometrica e affiancata da una torre campanaria poligonale.
È ad una navata con cappelle tra le quali spicca quella del Crocifisso cosiddetta perché reca un Crocifisso ligneo risalente al 1200, opera di G. Biagio Amico e il sarcofago di Manfredi d’Aragona seppellito qui nel 1318.
Altra architettura importante è la Cattedrale, dedicata a San Lorenzo, di origini medioevali, ma rifatta nel 1635 ad opera dell’architetto Bonaventura Certo, con cupola centrale circondata da altre minori che le danno un’impronta unica e originale.
L’interno rispecchia motivi barocchi e gli affreschi della navata centrale sono opera di Vincenzo Manno.
Da ammirare in questa Chiesa anche se è una copia, la "Deposizione" del Rubens.
Da visitare, il quartiere giudaico con il Palazzo della Giudecca, detto anche palazzo Ciambra, costruito nella metà del XVI secolo, esempio di mescolanza, di stile gotico e rinascimentale.
Palazzo della GiudeccaAltro monumento è la Chiesa con annesso il Collegio dei Gesuiti, completato nel XVII secolo da Francesco Pinna, costruita in pietra, ha la caratteristica tardo rinascimentale, a tre navate, separate da preziose coppie di colonne, risplende nel suo insieme per gli armoniosi aspetti cromatici delle opere eseguite soprattutto a stucco e per il quadro dell’altare Maggiore, forse del G. Borremans con le "Estasi di S. Ignazio".
Nella città moderna troviamo il Santuario dell’Annunziata, appartenente ai Carmelitani.
Santuario dell'AnnunziataEretto tra il 1315 e il 1332, fu nei secoli successivi ingrandito con l’aggiunta di cappelle e rifatto nel secolo XVIII. Spiccano sulla facciata principale un portale ogivale con un meraviglioso rosone del XIV secolo e sui fianchi dei portali con figure dell’ Angelo e dell’ Annunziata.
Il campanile, piuttosto tozzo è opera del trapanese Simone Pisano.
L’interno, ritmato da una serie di colonne, rifatto da G. B. Amico, è vasto e luminoso e reca diverse cappelle dedicate ai pescatori, ai marinai, costruzioni queste in tufo e di pianta quadrangolare. L’accesso al vero Santuario che porta alla Cappella della Madonna si ha attraverso due portali Gagineschi del XVI secolo.
La cappella è coperta da una cupola emisferica su nicchie e l’arco esterno in marmo è opera della grande famiglia Gaginesca, nel telaio spiccano delle lesene con fini arabeschi e profeti scolpiti, nel timpano spicca la figura del Padreterno e la statua della Madonna, in marmo, di mano ignota , che risale al XIV secolo e riecheggia di motivi gotici europei.
Nella Chiesa ci sono affreschi, tele, sculture e decorazioni ; alcuni apprezzabili, altri invece di mediocre fattura. Annesso al Santuario è il Convento Carmelitano, ora sede del Museo Pepoli.
Eretto nel XIV secolo, subì numerose e radicali modifiche nell’età barocca.
Distribuito su due ordini attorno ad un chiostro romboidale, le sue colonne monolitiche in calcare, portano scolpiti sui capitelli gli stemmi dei Priori del Convento, si accede attraverso una scala a duplice rampa del 1639, gioiello di architettura d’interno barocco.
Il Museo Pepoli fu costituito nel 1909 con materiale proveniente da varie collezioni (Fardella, Hernandez, e la stessa Pepoli ), aggiuntasi all’iniziale collezione comunale del 1827, è divenuto statale nel 1925 e raccoglie pregevole materiale archeologico, risalente ad epoca preistorica, greca, romana, ecc. ed opere di pittura e di scultura di rara bellezza del Tiziano, del Gagini, ecc. ed un bozzetto di epoca barocca di Giacomo Serpotta.