I Terremoti
Un terremoto, o sisma, è
un'improvvisa vibrazione del terreno
prodotta da una brusca liberazione di
energia e tale energia si propaga in tutte
le direzioni (come una sfera) sotto forma di
onde.
Ma cos'è questa energia? Beh è come
immaginare di avere tra le mani un bastone
di legno: se si inizia a piegare esso offre
una resistenza al piegamento che si esprime
sotto forma di energia elastica; le rocce si
comportano nello stesso modo: cioè se una
porzione di roccia inizia a deformarsi, essa
offrirà una certa resistenza (che cambia a
seconda del tipo di roccia), ma quando le
forze che tengono insieme la roccia vengono
superate da quelle che le deformano allora
questa si spezza e si ha un brusco
spostamento delle due parti che rilasciano
l'energia che avevano accumulato durante la
deformazione e ritornano in uno stato
indeformato. Lo spostamento avviene sia
verticalmente che orizzontalmente
Di solito queste rotture, ed i conseguenti
spostamenti, si hanno lungo linee
preferenziali chiamate faglie, e il punto
preciso da cui si propaga il terremoto è
detto ipocentro, mentre lo stesso
punto, portato in verticale sulla superficie
terrestre, si chiama epicentro. Ma
cosa sono queste faglie? Una faglia è
sostanzialmente una frattura nel terreno,
profonda anche vari chilometri, lungo la
quale avvengono i movimenti del terreno.
Infatti una faglia non è altro che una linea
di minore resistenza della roccia sottoposta
a pressioni e quindi la rottura avviene
sempre lungo questa linea.
Esistono vari tipi di faglie anche molto
diverse tra loro, ma tutte hanno in comune
il fatto che lungo quella linea si ha un
movimento relativo delle rocce. Interessante
è il caso della famosa faglia di S.Andreas
che corre lungo la costa Ovest degli Stati
Uniti. Questa è un tipo di faglia
trascorrente, cioè i movimenti del terreno
avvengono sempre sul piano orizzontale, (ad
esempio un lato va verso Nord mentre l'altro
va verso Sud) e lentamente sta avvicinando
la città di Los Angeles a quella di
S.Francisco alla velocità di circa 2
centimetri all'anno. Questo può sembrare un
numero molto piccolo, ma in realtà se
pensiamo in tempi geologici (milioni di
anni) questo movimento è velocissimo.
Ma torniamo ai nostri terremoti: abbiamo
detto che questi si originano perché ad un
certo punto la roccia si rompe lungo una
faglia, in profondità, e rilascia tutta
l'energia che aveva accumulato per resistere
al movimento. Questa energia si disperde nel
terreno dall'ipocentro in tutte le direzioni
in forma di onde (in parte anche sotto forma
di calore) che possono essere: onde di
volume, cioè che coinvolgono un volume e
quindi in questo caso la terra stessa, e le
onde di superficie che si propagano solo
sulla superficie della terra. Le onde di
volume si possono ulteriormente dividere
anch
e
in onde P cioè primarie (chiamate
anche longitudinali), quelle che arrivano
per prime e quindi quelle che viaggiano
all'interno della terra con la velocità più
alta (dell'ordine dei 6 chilometri al
secondo) e sono anche diverse per il modo di
viaggiare nel terreno.
Oltre ad essere le più veloci queste
alternativamente comprimano e rilasciano il
terreno nella loro direzione di propagazione
proprio come le onde sonore e infatti quando
questo genere di onde arrivano in superficie
subiscono
una rifrazione
nell'aria e possono
essere trasmesse all'atmosfera sotto forma
di onde sonore. Poi abbiamo le onde S
cioè secondarie (chiamate anche trasversali)
perc
hé
sono più
lente (infatti arrivano per seconde) e fanno
muovere il terreno alternativamente in basso
e in alto trasversalmente alla direzione di
propagazione e per loro
natura non possono viaggiare nei liquidi.
Come abbiamo detto oltre alle onde di volume
abbiamo anche quelle di superficie; queste
sono anche chiamate lunghe perché
viaggiano anche per lunghissime distanze e
sono molto simili a quelle che appaiono
sull'acqua quando lanciate un sasso; sono
questo tipo di onde quelle che causano i
danni alle case e alle fondazioni. Questa
energia di solito si scarica con una forte
scossa principale, per lo più preceduta da
piccole scosse premonitorie (dette
foreshocks) e seguita da una serie di
numerosissime scosse dette repliche. Ma
qualche volta i terremoti si possono
manifestare direttamente con la scossa
principale e naturalmente sono i più
pericolosi. Il rilascio dell'energia dovuta
a sforzi agenti sulla litosfera può anche
avvenire con continuità, cioè i due blocchi
sui due lati della faglia possono scorrere
delicatamente l'uno accanto all'altro senza
scatti bruschi e senza accumulo di energia,
quindi senza provocare terremoti importanti.
I terremoti che sono associati a movimento
del terreno lungo le faglie sono i più
comuni ma vi sono terremoti anche associati
ai vulcani. Storicamente l'Uomo ha
incessantemente cercato di classificare i
vari tipi di terremoti.
Quasi tutte le classificazioni si basavano
sulla proprietà più evidente : loro
intensità.
In Italia la più nota è La scala Mercalli,
inventata da Giuseppe Mercalli nel 1897,
basata solo sull'entità e sulla quantità dei
danni: cioè quando avveniva un terremoto si
faceva una stima dei danni e in base a
questi si assegnava al terremoto un
determinato valore che va da 1 (nessun
danno, solo gli strumenti lo avvertono) a 10
(distruzione totale). Quella di Mercalli è
ormai superata da quella che si basa su
valori più oggettivi: La scala Richter
(inventata da Charles Richter nel 1935).
Questa esprime la magnitudo,
grandezza che si riferisce alle massime
oscillazioni registrate dagli strumenti
sismici in opportune condizioni e da una
misura oggettiva dell'energia rilasciata.
Grazie al sismografo, e agli stessi terremoti, gli esperti possono studiare l'interno del pianeta e vedere cosa c'è al di sotto della crosta sulla quale viviamo.

