La prima guerra mondiale
L'Europa, all'inizio del Novecento, vive da lungo tempo una situazione di pace.
Non
mancano però gli elementi di crisi:
l'espansionismo tedesco porta alle due
"crisi marocchine" con la Francia; di fronte
al crescere dei nazionalismi tutti gli Stati
incrementano la produzione di materiale
bellico. I diversi interessi delle grandi
potenze portano al formarsi di due
coalizioni: la Triplice Alleanza tra
Germania, Austria e Italia (1882), e la
Triplice Intesa tra Gran Bretagna, Francia e
Russia (1907). Nella regione dei Balcani,
dopo l'annessione della Bosnia-Erzegovina da
parte dell'Austria (1908), la crisi
dell'Impero ottomano induce Serbia, Grecia e
Bulgaria ad allearsi e ad intraprendere una
guerra per una nuova definizione dei
confini. Le due guerre balcaniche
(1912-1913) si risolvono con un
rafforzamento della Serbia e un
indebolimento della Turchia e della
Bulgaria. Proprio dai Balcani scocca la
scintilla che accende il conflitto mondiale,
con l'omicidio dell'arciduca Francesco
Ferdinando d'Asburgo, a Sarajevo, per mano
del nazionalista serbo Gavrilo Princip
(1914). Tra luglio e agosto del 1914 le
maggiori potenze europee entrano in guerra:
accanto all'Austria si schiera la Germania,
mentre in difesa della S
erbia
scendono in campo Russia, Francia e Gran
Bretagna. Pochi mesi più tardi entravano
nel conflitto anche il Giappone e la
Turchia. L'Italia resta a lungo neutrale,
mentre all'interno del Paese si sviluppa un
acceso confronto tra le posizioni dei
neutralisti e degli interventisti.
Nonostante l'orientamento della maggioranza
parlamentare sia per il non intervento, il
governo, rovesciando le precedenti alleanze,
sottoscrive con i Paesi aderenti alla
Triplice Intesa il patto di Londra (1915),
che impegna l'Italia all'entrata in guerra,
nel maggio 1915, contro gli Imperi centrali.
I primi anni di guerr
a
si risolvono in un logoramento che
indebolisce entrambi gli schieramenti; pochi
e non significativi sono i successi
militari, mentre molto forte è la crisi
economica e sociale in tutti i Paesi
belligeranti. Nel 1917 avvengono tre fatti
decisivi: la Russia si ritira dal conflitto
con la pace di Brest-Litovsk; gli austriaci
sfondano a Caporetto le linee difensive
italiane; gli Stati Uniti entrano in guerra
al fianco della Triplice Intesa e
dell'Italia. Un consistente invio di truppe
statunitensi a partire dall'autunno del 1917
e soprattutto l'incapacità degli Imperi
centrali dì sostenere per lungo tempo il
conflitto rovescia le sorti della guerra.
La sconfitta degli austriaci sul fronte del
Piave e il tracollo economico della Germania
portano alla resa degli imp
eri
centrali (novembre 1918), piegati più dalle
crisi interne che dalle sconfitte militari.
A Versailles, presso Parigi; si apre la
conferenza di pace (gennaio 1919). Le
conseguenze più evidenti sono lo
smembramento dell'Impero austro-ungarico
e di quello ottomano, la perdita della
Germania delle sue colonie e l'imposizione
di pesanti riparazioni economiche a carico
dei vinti. Intanto si apre una nuova fase
per la Russia, dopo la presa al potere da
parte dei bolscevichi di Lenin, e per gli
Stati Uniti, che appaiono la nuova grande
potenza economica e militare mondiale.

